Campania preziosa. Un itinerario sul filo dell’altissimo artigianato nella lavorazione dell’oro e del corallo
Pare che il tesoro di San Gennaro, conservato nella Cappella del Duomo di Napoli, sia più ricco di quello della corona d’Inghilterra.
Diademi, collane, anelli, pettorali, grondanti oro, coralli e pietre preziose.
Lavori di smalti, filigrane e incisioni di eccezionale raffinatezza.
Basterebbe questo dato per ricordare come tutta la Campania sia una terra di altissimo artigianato, che arriva a vere forme d’arte.

Campania preziosa NAPOLI DUOMO BUSTO SAN GENNARO
Un motivo in più per visitare questa regione che, oltre alle ben note bellezze naturalistiche, ci riserverà altre magnifiche sorprese.
Affascinante la storia dell’arte campana dell’oro e del corallo.
Una storia che ci permetterà di scoprire botteghe, manifatture, tradizioni e territori.
Torre del Greco: il regno del corallo
Partiamo da Torre del Greco, dove il Museo MAC³ – Museo Città del Cammeo e del Corallo, ci introdurrà ad un percorso immersivo che alterna installazioni, materiali originali, apparati narrativi e momenti di dimostrazione pratica, per offrire una visita che sarà allo stesso tempo culturale, educativa ed emozionale.

Il racconto intreccia mare, botteghe, famiglie, tecniche tramandate con amore e gelosia come tesori.
Protagonisti ovviamente i gioielli in corallo, studiati nelle tecniche di lavorazione, nei valori simbolici, nelle sfumature delicatissime, dal rosa peau d’ange, al rosso aranciato, nella storia antichissima che lo accompagna sulle coste del Mediterraneo.

E l’esperienza immersiva ci porta addirittura tra i fondali marini, alla ricerca di questi preziosi “rami”, come foreste colorate sommerse.
Come mai Torre del Greco è famosa nel mondo per questa arte?
Tutto comincia all’inizio dell’Ottocento, quando Paolo Bartolomeo Martin, incisore marsigliese di origini genovesi, approdò qui e, con il sostegno del re Ferdinando IV, avviò la prima fabbrica di lavorazione del corallo, trasformando questo piccolo borgo di pescatori in un centro di artigianato prezioso.
Fama conquistata in tutto il mondo anche attraverso la raffinata arte del cammeo inciso su conchiglia.
Per saperne di più ricordiamo l’Assocoral (Associazione Nazionale Produttori di Corallo, Cammei e Materie Affini) che, nata nel 1977 come evoluzione della storica Unione dei Corallai attiva già dai primi del ’900, offre la possibilità di seguire proprio il “filo rosso” di questo altissimo artigianato.

Infatti Assocoral, rappresentando l’intera filiera orafa, dai produttori ai designer, protegge gelosamente la tradizione e la sapienza artigianale, anche attraverso la formazione dei giovani.
Attualmente, l’azione dell’associazione si concentra su tre grandi pilastri strategici: la tutela della risorsa marina del corallo, lo sviluppo e il marketing delle aziende associate, e l’internazionalizzazione del prodotto per valorizzare nel mondo questo splendido patrimonio campano.
La tradizione orafa campana
Spostiamoci a Napoli, che ci riceve con la vivacità pittoresca del centro storico, intorno a Via Duomo.
Musei strabilianti e murales popolari, icone di ogni tipo, vetrine sfavillanti e insegne divertenti.
Qui la passeggiata è interrotta continuamente da spettacolini, curiosità, battute, personaggi: un paradiso per i fotografi.

Campania preziosa napoli via presepi
Imperdibile ovviamente una sosta in Via San Gregorio Armeno, la celebre strada dei presepi, fitta di botteghe in cui le statuine tradizionali del presepe si mescolano con statuine di personaggi viventi agli onori delle cronache.
Proprio attiguo a Via Duomo si apre da anni il Borgo degli Orefici, un quartiere dove si scopre la maestria degli orafi campani.
Che fanno rivivere con sapienza ed eleganza modelli e stili antichi, greci, romani, normanni, spagnoli, arabi.
Dall’epoca barocca, poi, Napoli divenne un centro orafo famoso nel mondo per le committenze della corte vicereale spagnola e della Chiesa.
Inconfondibile, nell’oreficeria campana, la presenza di simboli legati alla religiosità popolare e alla superstizione.
Famoso ad esempio il “cornetto”, in oro e corallo, considerato un amuleto portafortuna.
Dal 2001, per motivi di praticità e di sicurezza, la produzione orafa più importante si è spostata nel centro Oromare di Marcianise, nell’entroterra casertano.

Campania preziosa MARCIANISE OROMARE GIOIELLO
È un hub semicircolare rivestito di mattoni, a simboleggiare la manifattura artigianale, dove operano oltre 200 aziende e 650 addetti, impegnati nella lavorazione di oro, coralli e cammei.
L’amministratore delegato Gennaro Mincione e Romualdo Pettorino, presidente di CNA Orafi Campani, impostano la strategia del centro, in cui si raccoglie tutta la filiera, dal design del gioiello alle tecniche di incastonatura, alla expertise gemmologica.
In questo distretto, oggi tra i centri più dinamici del Mezzogiorno, la manualità diventa davvero eccellenza.
Alcuni protagonisti sono veri maestri nell’arte orafa.

Come il maestro orafo Generoso De Sieno, titolare di Generoso 1970, che si vanta di fornire i gioielli per la Principessa Beatrice di Borbone e per la Principessa Camilla, moglie di Carlo di Borbone.
Ultimo suo capolavoro la tiara d’oro, diamanti e corallo creata per i 18 anni della Principessa Maria Chiara di Borbone

Oppure il maestro Crescenzo Garofalo, erede di una delle famiglie più rappresentative dell’arte del cammeo: il padre Gennaro ha innovato fortemente quest’arte, introducendo motivi espressionisti inconfondibili.
Oppure Foé Gioielli che racconta una tradizione orafa lunga 80 anni, fatta di raffinatezza nelle linee e nei materiali, modelli dal design insolito e forte contrasto cromatico.
Le esperienze dirette in laboratorio, la possibilità di scoprire il processo creativo e tecnico di un oggetto prezioso diventano un valore aggiunto per il turismo culturale, valorizzano uomini e territori.
Marcianise è alle porte di Caserta.
Una città che ci sorprenderà con un capolavoro grandioso.
E’ la famosa Reggia, progettata da Luigi Vanvitelli per il re Carlo di Borbone nel corso del 1700, con un progetto infinito che si concluse ben dopo la morte dello stesso architetto.

Campania preziosa CASERTA REGGIA STATUE
Oggi Patrimonio Unesco, sorprende per la sua magnificenza spettacolare fin dal primo sguardo, quando ci si trova davanti alla lunghissima facciata, all’invenzione scenografica del “cannocchiale”, che attraverso la lunga galleria centrale, fa scorgere in lontananza la successione di fontane del Parco Reale e il maestoso scalone che introduce al piano nobile.
Qui ci aspetta un serie di stanze degli appartamenti reali, in un crescendo di arredi, stucchi, ori, marmi, affreschi, tappezzerie strabilianti. Si capisce l’emulazione delle regge francesi, davanti a cui Caserta non ha nulla da invidiare.

Senza dimenticare che le famose sete delle seterie di San Leucio tappezzano questa e altre regge europee.
Numeri da capogiro per i visitatori: 1.200 stanze, 44mila metri quadrati, 34 scale, 120 ettari di Parco Reale con fontane, giochi d’acqua e le monumentali Serre borboniche.
Un buon motivo per scegliere questa magnifica location per il set di film come
Guerre stellari, Mission Impossible III, Angeli e demoni.
Il progetto Exempla.
Con il progetto Exempla la Regione Campania costruisce un racconto diffuso dei saperi che attraversano il tempo.
L’artigianato d’eccellenza diventa racconto culturale e chiave di lettura della regione, valorizza le identità territoriali e costruisce un turismo culturale che va oltre le classiche bellezze storico-artistiche.
www.agenziacampaniaturismo.it
Consigli di viaggio
A Torre del Greco Con Gusto è un ottimo ristorante-pizzeria arricchito da un giardino che offre un’atmosfera rilassante e conviviale.
Info: https://congustoristopizza.it
A Caserta il Ristorante Loreto è una scoperta di sapori mediterranei, con ingredienti genuini e ricette tradizionali.
https://www.facebook.com/LoretoViaSanCarlo/

Campania preziosa caserta hotel vanvitelli
A Caserta il Grand Hotel Vanvitelli, a pochissimi minuti dalla celebre Reggia, offre un ambiente raffinato e saloni principeschi, degni del contesto.
www.grandhotelvanvitelli.it/it
Franca D.Scotti
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