Molteni Museum 2D. La mostra Museum 2D a cura di Ron Gilad è dedicata alla storia della grafica e della comunicazione del Gruppo Molteni.
Il Molteni Museum, a dieci anni dalla sua fondazione, si rinnova con una mostra, Museum 2D a cura di Ron Gilad, dedicata alla storia della grafica e della comunicazione del Gruppo Molteni.
In Museum 2D, la storia dell’impresa si intreccia con quella del design. Attraverso cataloghi, pubblicità, poster, gadget e brochure, si raccontano le collaborazioni di Molteni&C, UniFor, Dada e Citterio con fotografi, graphic designer, scenografi, art director, registi e agenzie di comunicazione.

Molteni Museum 2D 01_Programma C di Tito Agnoli, Citterio, fine anni ‘60._LR
Parole e immagini raccontano una storia parallela a quella degli oggetti, dei prodotti, delle collezioni del Gruppo Molteni, la sostengono e la arricchiscono, comunicando meglio e con più forza al mondo l’autorialità dei progetti.
Una comunità di creativi che ha immaginato mondi e inventato scenari per portare il design dovunque, traducendo la qualità del bello e ben fatto in altri linguaggi.
“La mostra trae ispirazione da diversi materiali storici in 2D – elementi di graphic design, fotografie, campagne pubblicitarie, anche cianografiche”, racconta Ron Gilad. “Questi elementi, spesso trascurati nel contesto delle creazioni di arredo 3D, sono interpretazioni dei creativi che hanno aiutato la comunicazione del lavoro dell’azienda nel mondo, attraverso forme 2D sia fisiche sia digitali. La mostra vuole celebrare questi materiali ed esplorare l’evoluzione del design, rivisitando e risignificando il passato”.
Al centro dello spazio è proposta una selezione di fotografie che mostrano le opere di grandi autori, come Gabriele Basilico, Mario Carrieri, Luigi Ghirri, Studio Azzurro – Armando Bertacchi, Leo Torri, Miro Zagnoli.

_Programma C di Tito Agnoli, Citterio, fine anni ‘60._LR
Nel transetto trasversale, invece, i progetti di comunicazione multimediale, tra cui House of Molteni, serie web sulle case dei trendsetter, selezionata nell’ADI Design Index del 2018, La vita in un armadio, video sullo spettacolo teatrale interpretato da Anna Galiena con la scenografia di Margherita Palli, e White Noise, il corto di Beniamino Barrese e Mattia Colombo, che rende omaggio a Venezia, a Carlo Scarpa e a uno degli elementi essenziali della sua architettura, l’acqua.
Le pareti laterali accolgono una selezione di pubblicità esposte in ordine cronologico, intrecciando la storia delle aziende con il design della comunicazione italiana e non solo, firmata Young & Rubicam, FCA/Sabbatini Baldoni Panzeri, Annamaria Testa. Celebri i claim, come “Dagli Appendini alle Ante”, per la campagna dedicata al sistema 7volte7, o gli slogan “Dada ha nascosto le ante della cucina. Indovinate dove” e “UNIFOR. Il Pensiero Mobile”.
Bozzetti storici mostrano il processo di creazione di cataloghi, brochure e pagine pubblicitarie, prima dell’avvento del computer e dopo. Approfondimenti tematici mostrano premi e riconoscimenti come il Compasso d’Oro per l’immagine coordinata ricevuto da UniFor nel 1994. Un’altra sezione si concentra sull’evoluzione dei loghi dagli anni ‘30 a oggi, mostrandone la costruzione grafica, l’utilizzo e la valenza simbolica, dal logotipo di Felix Humm per Molteni&C a quello di Studio Cerri per UniFor, fino al sistema di identità visiva Molteni Group, progettato da Nicola-Matteo Munari.
Poster, gadget e inviti raccontano le collaborazioni tra le aziende del Gruppo e gli architetti, i grafici, gli illustratori, l’art direction di Luca Meda per Molteni&C e Dada e quella di Pierluigi Cerri per UniFor, seguite poi da Vincent Van Duysen per Molteni&C/Dada dal 2016 e Studio Klass per UniFor/Citterio dal 2020.

Uno dei gadget più celebri, un aquilone realizzato in occasione del Salone del Mobile 1978, diviene inoltre icona della mostra ed elemento fondamentale per la realizzazione di un’installazione nel patio esterno del Museo.
In mostra, infine, la storia del magazine di Gruppo dai primi anni ’90 – Giornalone, poi M&C e infine Molteni Magazine – con schermi multimediali, immagini, testi e disegni. Visual Art, ad esempio, è un progetto di committenza fotografica inaugurato nel 2006, ideato da Cristiana Colli per M&C. Uno spazio di libertà autoriale che ha dialogato con ispirazioni fatte di luoghi, vetrine, mani al lavoro, oggetti della comunicazione, manufatti.
Molteni Museum, Molteni Compound
Via Rossini 50, Giussano (MB)
Franca D.Scotti
Marzo 2025
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